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I nostri consigli

Cari amici,
nell'imminenza delle festività natalizie vi fornirò alcune indicazioni di come mantenere in perfetta forma le piante usate per gli addobbi domestici . Mi riferisco soprattutto all'albero di Natale ( Picea excelsa soprattutto , anche altre conifere  a forma fastigiata), le stelle di Natale (Poinsettia pulcherrima ), Ciclamini , ed eventualmente alcune orchidacee tra cui oggi molto in voga gli ibridi di Phalenopsis. Alcune regole sono comuni a tutte le piante , altre un tantino più specifiche. Ma vediamo di cosa si tratta.

1) Alberi di Natale
: è importante che si tratti di piante con radici e con pane di  terra e dotati dell'apposito cartellino che ne attesta la provenienza.. Spesso  infatti vengono venduti soggetti che hanno un falso pane di terra o con zolla talmente ridotta rispetto alla grandezza della pianta , che mai potrà essere garantita la sopravvivenza della stessa. Altre volte il pane di terra è spappolato con retino floscio. NON AQUISTARE MAI PIANTE in quelle condizioni.
L'albero va collocato in un vaso idoneo usando un terricciato magro ( ottimo quello che contiene pomici e torba bionda) che consente lo sgrondo dell'acqua di irrigazione.
Se si usa un sottovaso o un caspeau , disporre in essi  degli spessori ( ad es. vecchie pinzette di biancheria) per evitare il ristagno di acqua.
Non collocare l'albero nelle immediate vicinanze di un termosifone il cui calore ne provcherebbe la rapida disidratazione.
Date acqua con parsimonia, ma evitate accuratamente che il terreno diventi secco: la pianta va in sofferenza e rimette gli aghi. Usate acqua non troppo fredda e somministratela a metà mattinata. Datela cercando di centrare la zolla originaria.
Ricordate che una piccola caduta di foglie dopo 6-7 giorni in casa non significa che l'albero è morto.
Al termine delle feste , portare subito l'albero all'esterno . Se tuttavia il clima fosse molto freddo  fino al punto di ghiaccio, aspettare ancora qualche giorno per farlo per eviatre contraccolpi. L'albero può rimanre ancora nel vaso in cui è stato diposto oppure essere piantatao in giardino. Scegliere una posizione fresca  e riservare poi un minimo di cure nei mesi a venire, soprattutto nei peridi caldi e siccitosi. Nel caso si voglia riutilizzarlo l'anno successivo, la conservazione in vaso può essere migliorata interrando per almeno 2/3 il vaso stesso nel terreno .

2)
STELLE DI NATALE : La ponisettia è una pianta tropicale (fam Euforbiacee), quindi mal sopporta il freddo, ed anche il buio.  In casa va bene la posizione nelle vicinanze ( ma non accostata direttamente ) di un termosifone e laddove giunge un minimo di luce solare (tenete le tende aperte!). Ma quando la mattina si aprono le imposte per ricambio di aria, le correnti di aria gelida possono danneggiare la pianta che reagisce facendo cadere le foglie e le brattee colorate di rosso,  perdendo così la sua bellezza  . Evitare il più possibile tale condizione. Vale anche per questa pianta quanto detto per l'acqua di irrigazione. Il terreno deve essere costantemente fresco , ma mai inzuppato di acqua. Evitare i caspaeau , usare un bel sottovaso e controllare che non vi sia dopo l'irrigazione troppa caqu in esso, nel qual caso estrarla.  L'acqua meglio se tiepida, e data nelle ore più calde della giornata, ad esempio verso le 11,30-12. mai di sera dopo aver spento il riscaldamento.

CICLAMINI : Sono essenzialmente piante da esterno, ma per brevi periodi possono stare anche in casa. Importante  che ricevano luce a sufficienza. bene il davanzale interno di una finestra!  Anch'esse temono il gelo o il freddo più o meno intenso e prolungato. Quelli natalizi sono forzati in serra , ma i ciclmaini sono soprattutto piante primaverili. In casa date acqua  ( tiepida) in piccola quantità ma spesso. Con ecceso di acqua le foglie diventano idropiche, edematose , ingialliscono e danno a marcirsi per attacchi di muffa grigia. asportae via via via i fiori invecchiati e fate una pulizia costante anche dalle foglie vecchie. Appena possibile trasferitele all'esterno, privilegiando una posizione fresca . Ottima l'ombra parziale offerta da agrumi , arbusti, piccole siepi, ecc. Ricordarte che i ciclamini sono bulbose . A fine ciclo assecondate la naturale decadenza delle foglie , fino al rinsecchiemto. A cui seguirà il loro taglio e la sospensione delle irrigazioni. Già a metà estate circa se i bulbi non sono marciti, riprenderanno a dare foglie e poi più in là fiori. Occorrerà quindi dare loro una spinta con un ottimo concime  e liberandoli dalle malerbe.

ORCHIDEE : Mi riferisco soprattutto alle PHALENOPSIS.  In natura sono piante a comportamento epifitico, ovvero vivono su altre piante , di cui colonizzano le cavità con sfatticccio di legno, foglie in decomposizione , ecc.    Amano il caldo e quindi temono il freddo. Non luce diretta intensa (in estate ) , ma luce filtrata , soffusa. Mai il buio assoluto dato da tende pesanti. Hanno una particolarità: le radici fascicolate e carnose alla luce diventano verdi e quindi fanno fotosintesi anche tramite loro. Ecco perchè per esse di solito si usano vasi trasparenti! ACQUA POCA! il più delle volte queste piante muoiono di troppa acqua. Acqua possibilmente di pioggia e priva di calcare. tra un'irrigazione e quella successiva, specialmente nei periodi più caldi, nebulizzate finemente le foglie  e le radici aeree con acqua piovana. Mai giungere al coggiolamento! Mai ristagno di acqua nel sottovaso!! Il terriccio per il rinvaso è un terriccio specifico, grossolano,  a base di cortecce di diverse specie di piante e piccole frazioni di  torba bionda.  Eseguire il rinvaso appena terminato un ciclo di fioritura e quando il volume della pianta indica chiaramente che il vecchio contenitore non è più adeguato. Si possono anche portare a nudo le radici togliendo tutto il vecchio terriccio. In tal caso lavare in acqua corrente le radici, eliminare con forbici disinfettate le porzioni di radici che a vista appaiono secche, ma non andare nei tessuti vivi. le foglie più vecchie e malconce vi diranno se è opportuno reciderle. La concimazione deve essere assolutamente in mezzo acquoso o per via fogliare . Usare solo concimi specifici per orchidee. Va fatta sopattutto dopo la sfioritura , una volta a settimana per tre - quattro settimane. Un nuovo impulso va dato quando compaiono i primordi degli scapi fiorali , o al più quando si notano i primo abbozzi fiorali. Ripetere un altro ciclo di 3-4 settimane sempre per via liquida (fertirrigazione ) e/o fogliare , con concimi specifici.
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(!!) Il passaggio nella cucina della tradizione : Vi propongo un piatto povero della tradizione ischitana per la vigilia di Natale: Il baccalà fritto dolce-salato. Il baccalà va curato facendolo passare in acqua dolce per almeno 3-4 giorni cambiando spesso l'acqua in modo da far sparire gran parte ( ma mai del tutto, e comunque secondo i gusti ) del sale che vi è contenuto. Poi, sgocciolato accuratamente, va tagliato a tranci quadrati o rettangolari  di medie dimensioni , e questi privati delle eventuale spine presenti. Segue una infarinatura  leggera e la frittura in olio extravergine di olive, fino ad una bella doratura a crosta. I pezzi , privati poi dell'olio in eccesso per pasaggio su carta assorbente da cucina, vanno disposti in piatto o sperlunga  e cosparsi con vino (leggi mosto!) cotto della nostra tradizione. Se questo fosse troppo liquido,prima dell'utilizzo,  farlo passare per  3-4 minuti circa in forno a media temperatura per farlo divenire più viscoso. Come guarnizione verde potrebbe andare qualche tenera fogliolina di mentuccia o addirittura la stessa menta piperita.
Servitelo tiepido agli affamati che nel pomeriggio non ce la fanno più ad aspettare  il cenone di Natale!
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N.B:
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Stampate questo consiglio e portatelo con voi da HORTOFLORA, riceverete uno simpatico omaggio sul vostro acquisto !  

Auguro a tutti un felice e sereno Natale ed un prospero  anno nuovo !
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