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I nostri consigli

Cari amici,
Mi scuso anticipatamente per il notevole ritardo a cui sono giunto a questo appuntamento.
Ma veniamo subito all'argomento in oggetto: Le mosche che danneggiano gravemente i nostri raccolti.  Appartengono tutte all'ordine Diptera , ed alla famiglia Tripetidae e sono conosciuti infatti come ditteri tripetidi. Il loro stadio dannoso è quello larvale. Le rispettive femmine, dopo l'accopiamento depongono le uova direttamente nei frutticon il loro speciale ovopositore a trivella. Le larve neonate incominciano subito a nutrirsi della polpa dei frutti ed a crescere in essa. I frutti così minati, grazie anche ai batteri che vengono tarsportati dalla stessa femmina con la ovodeposizione, marciscono e dinegono immangiabili. Cosa fare? Bisogna evitare che le femmine depongano le uova nei frutti. Di seguito vi do alcune indicazioni utili , per categorie di piante da difendere:

1) ALBERI DA FRUTTO (pesco, albicocco, susino, melo, pero , ecc): I frutti divengono ricettivi all'atto dell'invaiatura, ovvero quando a completo accrescimento e del tutto acerbi, da verdi incominciano debolmente a virare di colore .
In questa fase sono utili trattamenti con piretroidi, quali deltametrina, cipermetrina, lamda-cilaotrina, ecc.  E' RACCOMANDABILE LA TOTALE E ABBONDANTE BAGNATURA DEI FRUTTI, per cui se glistessi sono coperti da fogliame, sarebbe conveniente una accorta sfogliatura preliminare. Al primo trattamento ne seguirà un secondo dopo circa una settimana. Fare attenzione ai tempi di carenza, che vanno da 3e a 7 giorni minimo.
Altra raccomandazione : per varietà a maturazione scalare, occorrerà ovviamente ripetere il trattamento man mano che esse giungono a quella condizione.  Per chi ha alberi di Kachi , consiglio di anticipare a questo momento i trattamenti perchè la mosca mediterranea sembra indurre in questi frutti una pre-condizione di suscettibilitàcon punture anticipate.
SOLUZIONE BIOLOGICA: da HORTOFLORA trovate  SPINTOR FLY  ,un prodotto innovativo di origine naturale composto da sostanze fortemente attrattive nei confronti della mosca mediterranea ed attivato con spinosad , molecola naturale a bassissima tossicità ottenuta per fermentazione batterica controllata di melassi di canna da zucchero.  La particolarità del prodotto risiede nelle sue modalità applicative: non si spruzza tutta la pianta, ma solo una circonferenza del diametro di circa 40 cm. sulla parte di chioma più esposta al sole. Le femmine di mosca vi vengono attratte, piluccano il liquido viscoso e muoiono, evitandosi così la deposizione delle uova nei frutti. I trattamenti vanno eseguiti ogni 12-14 giorni e ripetuti in caso di pioggia dilavante. Nel nostro punto vendita riceverete più dettagliate istruzioni sulll'uso di questo prodotto.
Per finire ricordate che la mosca mediterranea colpisce ininterrottamente da adesso e fino alla fine di ottobre tutta la frutta che in questo periodo si succede nei nostri frutteti. Si accanisce molto , oltre che su pesco, ache su : pere, albicocche tardive, aranci a raccolta estiva  ( Valencia late) fichi ( il fico è da me stato definito una specie ad effetto moltiplicatore sulla popèolazione della mosca della frutta, in quanto oggi non raccolta costantemente e con alberi spesso abbandonati al loro destino !) , fico d'india , kaki, melograno ( specialmente sui frutti spaccati) , e poi a seguire e nell'ordine gli agrumi: clementino e mandarancio, pompelmo, arancio. Anche il limone in estate è punto dalla mosca che ne accellera i processi di senescenza ( leggi maturazione) e li induce acadere al suolo anticipatamente ( proprio mentre scrivo, questo sta avvenendo).   
Mi riservo di mandare a tutti voi un opuscoletto che a suo tempo ho scritto per il comune di Procida e che tratta più diffusamente del problema ceratitis capitata (mosca della frutta) laddove sono stati coniati alcuni termini nuovi, poi ripresi da altri esperti, quale piante ad effetto starter (nespolo, fichi precoci, ecc), pianta esca (pianta senza frutta, trattata con sostanze attrattive e usata per abbassare la popolazione del fitofago), ecc. Oltre all'ideazione di una trappola massale a feromoni di preparazione aziendale e molto economica.  

2) OLIVO: mosca dell'ulivo (Dacus oleae) : è il momento di iniziare i trattamenti. I prodotti consentiti sono ancora il dimetoato (rogor) e alcuni formulati a base di imidacloprid registrati appositamente allo scopo.
MA  LA VERA NOVITA' è ancora una volta SPINTOR FLY,  che si usa nello stesso modo già uindicato per la frutta.

Chiudo questo messaggio segnalandovi alcune situazioni critiche che si verificano in questo periodo:
a) Cocciniglie cotonose (Plonococcus spp. e simili) : verificate le seguenti piante : Cycas (lato inferiore delle foglie ); Agrumi ( punto di contatto tra frutto e frutto, frutto ramo, ramo-ramo , nuovi germogli, ecc.; Alcune piante ornamentali : gerani e pelargonii, mandevillee e simili, ficus beniamina , allori. in caso di inizio di infestazione intervenire subito con olio estivo  attivato con clorpirifos metile. stesso trattamento per i pittospori attaccati da cocciniglia grossa solcata ( icerya purchasi ).
b) cocciniglie diaspidoidi: attaccano molto le siepi e gli arbusti isolati di evonimo e le piante di schefflera. Stesso trattamento indicato sopra, ma se vi è pure attacco di malbianco, allora aggiungere Miclobutanil in sospensioene acquosa (Thiocur forte) al dsi di etichetta e ripetere dopo 8-10 gg, e pij quando il problema dovesse ripresentarsi (ad es. ainizio settembre).
c) attacchi di metcalfa pruinosa: su tutte le lantane, gli ibischi, le more senza spine ed i frutti di bosco, come pure sull'uva da tavola e da vino.  Si interviene con deltametrina, lambdacilaotrina, permetrina, ecc. , se prima non si è intervenuti con Buprofezin sugli stadi giuovanili. Suglia dulti anche il piretro naturale da buoni risultati.

c) TOPI E RATTI: E' il loro momento. preoccupatevi se vi sembra che non ci sono! Puniscono appena dopo. Ricordate anche che per un topo avvistato ve ne sono statisticamente altri  15 in zona , oltre a quelli che permono dalle zone vicine. Usate i prodotti innovativi di HORTOFLORA  con esche additivate con amarizzanti antiingestione per eviatre l'avvelenamento casuale di cani e gatti. Come pure le speciali esche con crisalidi di insetti molto appetite dai topi, ed i dissuasori ad ultrasuoni a bassa frequenza oggi disponibili. Va bene anche la " chiancarola " dei nostri nonni, ma bisogna imparare a costruire l'ordegno. Se ci volete provare chiamate quel vecchio contadino che abita vicino casa vostar (!? ) e fatevi istruire adovere come si costruisce questa trappola micidiale per i topi, ma sicura per i gatti ed altri animali domestici.

Buona estate a voi tutti ed a presto dal
Vostro agronomo on line Franco Mattera

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