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I nostri consigli

LA SALUTE DEI VIGNETI  ISCHITANI : IL CASO DELLA FLAVESCENZA DORATA E ALTRO


Cari amici,
come promesso nell’ultimo messaggio, mi occuperò oggi dei nostri vigneti.  Ormai ci siamo! Bisogna pensare a metterli  in ordine, cominciando con la potatura e poi con tutte le altre operazioni accessorie. In molti hanno già iniziato.  E‛ noto a tutti che la salute delle nostre viti è minacciata seriamente da una grave malattia conosciuta come flavescenza dorata. Partita da Forio negli anni scorsi, ormai è presente su tutta l’isola, anche se non in maniera omogenea e con diversa intensità di manifestazione.   Non stiamo qui a discutere come questa sia arrivata ad Ischia. Ormai c’è e occorre affrontarla con determinazione  e razionalità per evitare  che dilaghi facendo scomparire completamente le viti dalla nostra isola, ponendo fine ad una storia ed una tradizione millenaria.  Farò una breve sintesi per inquadrare la malattia , poi darò le indicazioni tecniche per il comportamento più opportuno da tenere nel corso della potatura per cercare di contenere anche le altre malattie della vite che ne minacciano la sopravvivenza.  Ma vi annuncio da subito che mercoledì 29 gennaio p.v., presso il Comune di Serrara Fontana , si terrà un convegno dedicato proprio a queste tematiche , organizzato da HORTOFLORA by SEAC con il patrocinio del Comune di Serrara Fontana e la partecipazione di Coldiretti isola d’Ischia. Terrò una mia relazione personale, a cui si affiancheranno quelle di tecnici amici di provenienza continentale. Ovviamente vi arriverà il mio invito personale sempre tramite questa mailing list e pubblicazione sul sito internet.
LA FLAVESCENZA DORATA DELLA VITE
Si tratta di una malattia provocata da un micoplasma , ovvero un agente patogeno microscopico avente caratteristiche per certi versi più simili ai batteri che non ai virus, pur non essendo ne un batterio ne un virus. Il micoplasma è trasmesso alla vite tramite le punture di un piccolo insetto denominato Scaphoideus titanus , comunemente denominata cicalina della vite o scafoideo, che assume il microrganismo pungendo viti già infette.  Il micoplasma moltiplicandosi nelle viti infette ne intasa i fasci vascolari provocando l’ostruzione dei medesimi,non consentendo il passaggio e la trasmigrazione della linfa elaborata, per cui le viti alla lunga muoiono per inedia. Ad essere infettata è l’intera pianta, compreso l’apparato radicale.  I sintomi si rendono evidenti in piena estate . Non starò qui a descriverli ( lo farò dettagliatamente nel corso del convegno!) . Vi darò invece alcune informazioni che vi saranno utili durante la potatura :
1°) La flavescenza non si trasmette con le ferite di potatura, per cui non c’è possibilità di tramettere l’infezione potando una vite malata e di seguito una o più viti sane. Ciò non significa però che durante la potatura non sia importante disinfettare le forbici, perché tale operazione serve ad evitare la trasmissione di altre pericolose malattie. Ma di questo vi dirò in seguito.
2°) La flavescenza non si trasmette per contatto tra radici di piante infette e radici di piante sane (anastomosi radicale) , per cui non v’è da temere in tal senso, ad esempio sostituendo le viti estirpate perché ammalate con altre giovani sane. Ma è pur vero che le viti riconosciute sicuramente infette, è bene che siano al più presto estirpate per ridurre il potenziale di inoculo nel vigneto nel periodo vegetativo, dando la possibilità alla cicalina scafoidea di diffonderla da viti malate a viti sane.   
3°) Non si trasmette neppure per succo (linfa) durante le operazioni primaverili- estive sul verde, quali potature verdi, cimature, sfogliature, ecc.  

4°) La flavescenza dorata è trasmessa attivamente alle viti solo dalle punture dello scafoideo. Da questo punto di vista  sono fattori estremamente negativi per la diffusione epidemica della malattia :  
a) I vigneti nei quali non si fa nessuna lotta contro la cicalina scafoidea, permettendo alla stessa sia di infettare le viti  di quel vigneto sia di diffonderla con effetto moltiplicatore nei vigneti circostanti.
b) I vigneti abbandonati;
c) Le viti isolate, anche selvatiche,  presenti ad esempio sui bordi stradali, che debordano dai muri di sostegno, quelle dei giardini, quelle delle pergole di parcheggi pubblici e privati, ecc.
5°)  La flavescenza è trasmessa alle viti sane mediante l’innesto con marze(puche) prelevate da viti infette, ed anche con la moltiplicazione delle viti selvatiche all’interno dei singoli fondi. In questo caso se le viti madri sono infette, lo saranno anche tutte le margotte o le talee prelevate da quelle viti.  Molto subdola è, per esempio, la non completa riconoscibilità delle viti infette, perché  può capitare di trovarsi di fronte a viti asintomatiche o nei primi stadi di infezione che non manifestano sintomi apprezzabili a vista.  Nel caso che ad essere infette siano le viti selvatiche, anche se si innesta con marze sane , la vite che ne risulterà sarà sicuramente infetta. Occorre quindi molta prudenza in queste modalità di propagazione delle viti. A suo tempo diremo della termoterapia in acqua calda per devitalizzare il micoplasma dalle marze (puche),  della possibilità di impiego anche a livello aziendale, e dei pro e i contro del suo utilizzo.
COME COMPORTARSI NEL CORSO DELLA POTATURA DELLE VITI?
Abbiamo escluso che con la potatura si possa trasmettere la flavescenza dorata. Ma occorre guardarsi da altre insidiosissime malattie che sono anch’esse responsabili del deperimento grave del vigneto:  Il mal dell’esca o complesso dell’esca, l’Eutipiosi , l’escoriosi, i marciumi radicali da Armillariella mellea, i tumori batterici radicali o del colletto, ecc.  Quasi tutte queste malattie sono trasmissibili mediante i tagli di potatura  . Ma ci sono anche altre cose che bisogna considerare, per cui si riassume tutto nei seguenti punti:
Eseguire un sopralluogo preliminare nel vigneto per individuare tutti i ceppi morti o deperiti gravemente , o che in estate erano stati segnati perché manifestanti sintomi di flavescenza dorata : Procedere subito al loro  taglio ed all’estirpazione accurata delle radici. Accumulare tutto il materiale risultante in un punto adatto a dar loro subito fuoco .
Allestire subito le buche per la sostituzione con giovani viti innestate o selvatiche sicuramente sane, lasciandole aperte per il loro arieggiamento in attesa della messa a dimora.
Procedere poi alla potatura accurata delle viti sane, disinfettando forbici e seghetti con una soluzione di acqua e varecchina: 50 ml di prodotto sono sufficienti per un litro di acqua. La bagnatura per 1-2 secondi è sufficiente. Farlo più volte possibile, anche nel corso della potatura della stessa vite . Potatura accurata significa che si elimineranno anche vecchi speroni non vegetati, i germogli anticipati presenti sul ceppo, i viticci aggrovigliati ai fili di ferro, ecc. , tutti potenziali portatori di organi di conservazione di funghi patogeni. Ma significa anche tagli netti e ben rifilati, equilibrio nel carico di gemme, eliminazione di branche deboli e senza futuro, ecc.
Raccogliere man mano i sarmenti di potatura convogliandoli su un telo di plastica steso tra un filare ed un altro . Di tanto in tanto si scaricherà il raccolto di legna nel punto di fuoco prescelto per bruciare il tutto. Ricordo che ciò serve a ridurre il potenziale di inoculo delle malattie. Se si desidera conservare legna per uso focolare o altro, si dovrà ricoverare al coperto di una tettoia e lontano dalle viti, magari coprendo le fascine con un telo di plastica.   
Al termine della potatura di ogni singolo filare disinfettare i tagli superiori a 2 cm con una soluzione concentrata di TEBUZOL S e POLTIGLIA disperss. L’ideale è farlo con una piccola spruzzetta da 2 litri, da tenere sempre pronta alla bisogna. Successivamente ( anche al termine della legatura delle viti) si potranno anche coprire con mastice disinfettante , ma mai con vite in fase di pianto. Non usare mai mastici non addizionati con idonei sostanze fungicide.
Messa  a dimora delle giovani viti innestate o barbatelle selvatiche: All’acquisto fate attenzione alla provenienza del materiale. Diffidate da viti anonime o di dubbia sanità. Da HORTOFLORA troverete sempre il meglio e il più garantito. Come fare per evitare il contagio delle giovani viti specialmente nei confronti del marciume radicale? HORTOFLORA propone il bagno delle radici in una sospensione di prodotto microbiologico a base di spore vive del fungo antagonista TRICHODERMA harzianum. Il prodotto commerciale risponde al nome di RIZOCORE e lo trovate nel nostro punto vendita.    Fatta la soluzione in dosi opportune, si lasceranno le radici in bagno per una notte, dopodiché si metteranno a dimora. Non dimenticate in quell’occasione di fare una  concimazione di fondo con un buon ternario con azoto a lenta cessione. Con la stessa soluzione microbiologica si potrà eseguire il bagno della zona radicale delle viti messe a dimora nell’anno precedente. Il fungo antagonista insediandosi sulla radice contrasta lo sviluppo del micelio del fungo parassita , nel caso di specie il basidiomicete Armillariella mellea (chiodino o famigliola buona), oltre ad altri funghi opportunisti .
Per questa volta ho concluso. Spero di non avervi annoiati! Anzi, vi chiedo la cortesia di dare un cenno di gradimento con un brevissimo messaggio di risposta.
Vi confermo che in questo mio impegno vi è soprattutto una forte vicinanza con il mondo agricolo, e con la nostra terra di Ischia in particolare che ha bisogno, oggi più che mai, di quanti hanno a cuore   il suo futuro.  
A presto.
Franco Mattera , agronomo in Ischia  


Barbatelle
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