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I nostri consigli

Cari amici,
eccoci al nostro quarto appuntamento. Vi anticipo subito che oggi ci occupiamo del vigneto e dei lavori che bisogna affrontare in questo periodo. Purtroppo i clima piovoso ha impedito fino a questo momento di fare il necessario, o almeno di iniziare. Ma appena il tempo si mette all'asciutto converrà iniziare subito. Affrontiamo le cose con ordine:

1) Pulizia del sottofila: si può eseguire manualmente  a punta di zappa , cosa che permette di sollevare la crosta ed il cotico di erbe al piede delle viti. Sarebbe consigliabile farlo prima della potatura in modo da lavorare sul pulito , cosa che permette poi di lavorare bene anche per la messa a dimora di  barbatelle per sopperire ai vuoti lasciati dalle viti deperite o morte.  Un'alternativa è il diserbo chimico con disseccanti : si può usare HOPPER BLU alla dose di 1 litro per ogni 40 litri d'acqua , eventualmente addizionato con un concime fogliare a base di acidi umici ( HUMITER ) alla stessa dose dell'erbicida. Trattare solo una fascia di  50-60 cm. in totale distribuita ai due lati dei ceppi.  Ad entrambe le operazioni si può rinunciare nel caso il vigneto sia abbastanza pulito  e sgombro da malerbe.

2) Potatura:  raccomando una ricognizione preliminare del vigneto per individuare le viti morte (secche) , che verranno segnate con un nastro colorato o con altro mezzo. Nel corso della potatura lasciare indietro queste viti per potarle poi alla fine. Ciò serve innanzitutto ad evitare la trasmissione di malattie del legno, tra cui complesso del'esca, eutipiosi, ecc. Un'alternativa è quella di usare attrezzi ( forbici, seghetto) diversi per queste viti, man mano che si incontrano. Utile è la disinfezione degli attrezzi  man mano che si procede ( ad esempio 2-3 volte lungo un filare) con una soluzione ottenuta diluendo un bichhiere di varecchina in 3 litri di acqua. Basta la semplice immersione per due -tre secondi dell'organo di taglio nella soluzione.
Altra raccomandazione : Per le vite affette da escoriosi , eseguire una potatura accurata di risanamento, eliminando il più possibile le parti ammalate. A cui segue un altro consiglio importante : Possibilmente raccogliere da subito i sarmenti da terra. molto utile è il ricorso da un telo di plastica largo quanto il filare e di circa u mmetro e mezzo di lunghezza su cui
si depositano i sarmenti man mano che si pota. Il telo può essere trascinato in avanti man mano tirandolo con entrambi i lembi. Ad intermittenza si raccoglierà il fardello e lo si scaricherà in un punto del vigneto dove si potrà bruciare. RACCOMNANDO di fare la bruciatura al più presto possibile, anche man mano che si esegue la potatura , ad esempio a fine giornata, per evitare la proliferazione di germi patogeni che poi ammalano le viti.
Altra informazione utile: non indugiare in potature troppo ricche! molte viti seccano perchè nell'anno portano troppa uva, questa poi di scarsa qualità.

3) CHIUSURA DEI TAGLI superiori a 2 -3cm. di diametro: farla possibilmente subito, o almeno quando i tagli sono appena asciutti. Usare un mastice tipo BAUMBALSAM a base acqua. In esso si disperderà un piccolo quantitativo di poltiglia bordolese ( 2 cucchiai in un Kg. di prodotto) , aggiungendo acqua q.b. per ottenere una pasta omogenea che si applicherà con un pennello o a spatola. Operazione fondamentale per evitare la penetrazione di agenti di malattie del legno che fanno morire le viti ( carie del legno, eutipiosi, verticilliosi, batteriosi, ecc.)

4) LEGATURA TRALCI: Chi  ha la disponibilità per produzione propria ,usi pure i cosiddetti cutoli o culele ( rami di salice giallo ), così perpetuando una tradizione antica della nostra viticoltura. Chi deve comprarli, dato l'elevatissimo ( e ladresco!) costo , può benissimo usare materiali alternativi più economici, tra questi segnalo il biolocico SPAGO DI FIBRA DI COCCO, molto resistente e facile da applicare. Occorre però metterlo ina acqua almeno 4-5 ore prima. poi strizzarlo per togliere l'eccesso di acqua. Va bene anche il tubetto agricolo , ma ocore fare attenzione a raccogleirne i resti di palstica quando si eliminano le vecchie legature (dell'anno precedente) : Altri materiali vegetali impiegabili : foglie seccate al sole di DRACAENA INDIVISA, di alcune specie di PALME , il PHORMIUM TENAX, ecc. Queste specie piante ornamentali , specialmente la prima e l'ultima, si possono facilmente acquistare  apoco prezzo  e coltivarle vicino al vigneto per poi raccoglierne le foglie e usarle. Possibile anche averle da qualche giardiniere amico che le preleva dai giardini dei suoi clienti: basta chiedere.

5) RINNOVO DI SOSTEGNI DELLE SPALLIERE: mi riferisco ai pali di castagno. Come fare per farli durare più a lungo ? La cosa migliore è la bruciatura della parte che va interrata, con almeno un sovrappiù di 15 cm fuori terra. Si appuntiscono prima i pali  e poi si abbruciano fino alla comparsa di una tipica geometria a quadrati che appare sulla superficie bruciata. A questo punto immerge la parte bruciata in acqua per lo spegnimento o si soffoca con terra sciolta. Per i pali con testa mozzata piana, è anche utile la chiusura con pasta bituminosa a freddo della parte alta del palo.

RITORNO A RACCOMANDARVI di bruciare tempestivamente tutto il residuato della poptatura, o almeno di raccogliere la legna e di portarla lontana dal vigneto, magari riponendola la coperto.  E' anche importante che la bruciatura non avvenga a germogliamento già avvenuto , ma prima , molto prima.!

Altro suggerimento : NON TRASCURARE i trattamenti precoci prima e appena dopo il germogliamento per contrastare soprattutto l'escoriosi , che molti conoscono , ma pochi contrastano. Poi vengono i dolori perchè le viti producono poco, muoiono, deperiscono nei casi migliori . Vi indicherò al prossimo appuntamento quali trattamenti fare e come farli.
In chiusura una primissima indicazione frutto e risultato di una mia ricerca nei vigneti del'isola, specialmente su Forio, condotta nella trascorsa annata : Cercate di evitare la lavorazione del terreno in concomitanza del germogliamento in quanto, in caso di pioggia, gli schizzi  di acqua che dal terreno giungono sui ceppi , specialmente se non coperti da trattamenti specifici, contribuiscono a rendere molto più virulenti gli attacchi di escoriosi, eutipiosi ,  ma anche di alcune pericolose batteriosi a carico dei giovani germogli. Un poco come avviene per i limoni con l'allupatura , ovvero la fitoftorosi ( è una peronospora) che colpisce i frutti più vicini al suolo dopo piogge copiose con clima caldo.
Un saluto caloroso a voi tutti, non prima però di raccomandarvi di fare sempre riferimento al mio punto vendita di Ischia , HORTOFLORA , dove non manchiamo mai di essere  disponibili e cortesi con tutti.
Finisco con l'indicarvi che tutti gli altri messaggi tecnici sono disponibili sul nostro sito internet il cui indirizzo trovate a margine di questo messaggio. Basta fare clic su di esso e trovate tutto quanto , in progress.
Buona vita  a tutti dal vostro

Francesco Mattera  


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