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I nostri consigli

 I TUOI ALBERI DA FRUTTO : LE COSE CHE DEVI FARE ADESSO! 


Cari amici, rieccoci con il nostro abituale appuntamento! Oggi vi darò alcune indicazioni per le operazioni da compiere sui vostri alberi da frutto.
Incominciamo subito con le POTATURE
 : Non ritardate troppo, specialmente per le drupacee (pesco, albicocco, susino e pruno, ciliegio). Per le pomacee (melo, pero, sorbo domestico) c'è più tempo in quanto vegetano più tardivamente. Ovviamente avendo un gruppo promiscuo di piante, conviene intervenire su tutte. Il criterio principale è quello di regolare la vegetazione per fare in modo che vi sia una vegetazione , e quindi una fioritura ed una fruttificazione equilibrata e di migliore qualità . Eliminate i rami soprannumerari , quelli sovrapposti e incrociati tra loro , quelli invecchiati o ammalati o secchi . Per il pesco i rami di un anno assurgenti (che vanno verso l'alto) vanno diradati  (ad esempio sulle biforcazioni , eliminare uno dei rami) e quelli lasciati vanno cimati  a circa  metà della loro lunghezza. Eliminare anche i rametti deboli usciti sul tronco o sulle branche primarie. Solo in caso di tagli di ritorno (tagli bassi , sui rami adulti o sul tronco) lasciare ovviamente i germogli giovani appena sotto i tagli stessi, e da cui si aspetta la ricostituzione dell'albero. Cercate di dare una forma armonica ed equilibrata alle singole piante , assecondando la loro naturale tendenza. Ricordate tuttavia che piante ad esempio troppo alte rappresentano un ostacolo soprattutto per la raccolta e favoriscono le predazioni degli uccelli . La migliore potatura è quella che una volta terminata non da a vedere troppo l'intervento : come si dice a Napoli non è uno sturcio, una cosa brutta a vedersi, scandalosa. Ricordate ancora che per i peschi la fioritura può riguardare un poco tutte le gemme distribuite sulla vegetazione dell'anno precedente, anche sui rami sottili (germogli anticipati) che si dipartono da quelli più grandi dalla base in su fino a quasi 2/3 della lunghezza. E addirittura su quelli avventizi che spuntano sul tronco e sui rami principali. Ecco la necessità di ridurre il numero di gemme a fiore con eliminazione di rami interi, cimature , diradamenti di quelli troppo affastellati, ecc. Per l'albicocco , il susino/pruno ed il mandorlo, si consideri la presenza dei cosiddetti mazzetti di maggio: ovvero rametti cortissimi e bitorzoluti che di solito danno appunto un mazzetto di fiori e, quindi potenzialmente di frutti. Essi sono dislocati sui rami di almeno tre anni e da soli già garantiscono una buona fruttificazione. Non bisogna mai eliminarli con la potatura ! Invece i rami di un anno, specialmente quelli più assurgenti e alti (ma anche quelli anticipati più bassi, ad esempio nati da tagli importanti di rami adulti) , che pure portano fiori, vanno trattati alla stessa maniera degli omologhi del pesco: ovvero diradati e cimati a mò di sperone. Se ne può fare salvo qualcuno posizionato in modo strategico per la formazione di un ramo perso per vari motivi (malattia. seccume, spezzato dal vento, ecc.) . 
Sulle pomacee (melo, pero, cotogno ) un equivalente dei mazzetti di maggio
sono i brindilli : svolgono la stessa funzione fiorifera e fruttifera , quindi non vanno eliminati, tranne il caso che eliminando un intero ramo adulto si eliminano automaticamente anche i brindilli. Le lamburde invece sono dei rametti  anticipati , piuttosto corti e flessibili che di solito non portano fiori, tranne che nelle varietà cosiddette spur di mele che invece fioriscono e fruttificano anche su di esse.
(!!) NOTA IMPORTANTE:
Appena terminata la potatura occorre fare subito le seguenti operazioni : 1) bruciatura del residuato o suo allontanamento significativo dalle piante; 2) Chiusura con mastice disinfettante (da es BAUMBALSAM + POLTIGLIA BORDOLESE) dato a pennello sui tagli superiori a 3 cm di diametro; 3) trattamento antiparassitario polivalente. Per le drupacee, ci troviamo quasi nella fase di bocca rossa  (o mazzetti rosa ),ovvero gemme a fiore un tantino gonfie e  che lasciano trasparire un poco del colore del fiore, quindi sarà necessario fare un trattamento avente come cardine al difesa dalla BOLLA, ma valevole anche per altre malattie fungine (corineo, fusicocco, cytospora, ec..) ed esteso anche ad uova di afidi ed acari. 

INNESTI : Sempre per drupacee e pomacee (per le ultime c'è più tempo , ma meglio farli subito ), ma anche per kaki, salici gialli (culele, o cutoli) , viti ( anche qui c'è ancora un poco di tempo in più, e darò prossimamente una nota tutta per loro) , melograni, fichi , e in genere tutte le piante a foglie caduche (piante spoglianti). La tecnica del momento è lo spacco nelle versioni : spacco pieno, spacco unilaterale e, anche se impropriamente a spacco, quello a triangolo. Non mi dilungo troppo sulla tecnica , ma vi fornisco alcune informazioni generali :  A) scelta delle marze (o piche) : prelevarle della varietà o specie che interessa ma da piante sanissime e rigogliose . Un'unica eccezione può essere quella di una pianta unica e molto rara che si teme possa morire a breve In questo caso procedere ugualmente sperando nella fortuna. 
Le marze di pesco, albicocco, pruno, e susino, devono essere prelevate da rami di un anno (in qualche caso anche un pezzo di due anni da cui si diparte una porzione di un anno) , scartando sia la base che la cima più tenera e magari con tracce di verde. La marza non deve superare in lunghezza i 10- 11 cm. compresa l'affilatura bilaterale (di solito pari a 1/3 della lunghezza complessiva. Per il pesco controllare che vi sia una prevalenza di gemme miste (legno e fiori) individuabili  perché triple (due gemme a fiore laterali, una gemma a legno centrale) che danno maggiori garanzie di successo. Per piante da innestare di calibro piccolo (max 3 cm di diametro) usare una sola marza: per quelle da 4-5 cm. in su, o si usa lo spacco laterale, con un'unica marza , o si mettono di solito due marze contrapposte.
B) ESECUZIONE DELLO SPACCO: La pianta selvatica o da reinnestare va tagliata di netto, senza sfilacciamenti della corteccia , in una zona liscia e sana di corteccia (priva di nodosità, vecchi tagli, cancri corticali, ecc). Prima di eseguire lo spacco con attrezzi idonei e puliti, operare una legatura blanda nel punto in cui lo spacco dovrebbe fermarsi , per evitare che lo stesso si prolunghi troppo verso il basso lasciando una ferita troppo ampia. Far calzare le marze dopo averle affilate ambo i lati (nello spacco pieno) in maniera simmetrica . le superfici di taglio devono essere nette , senza sbavature e  scalini. Nel caso di doppia marza inserirle quasi contemporaneamente facendole scendere con dei colpettini in testa dati alternativamente. IMPORTANTE: devono combaciare le epidermidi delle marze con quella della pianta perché l'innesto attecchisca! 
Segue la legatura : si può usare la tradizionale rafia , oppure i più moderni nastri neri elastici a tensione differenziata che troverete della migliore qualità da noi di HORTOFLORA. Non consiglio invece il nastro isolante per uso elettrico : è troppo rigido ed ad attecchimento avvenuto può strozzare la pianta. In caso di doppia marza , chiudere la parte centrale dello spacco per evitare che vi entri aria. Ottima la carta stagnola da inzeppare con la punta del coltellino o con una cacciavite.  La chiusura finale : non è necessaria se si usa il nastro nero a tensione differenziata che trovate da HORTOFLORA . Per le legature fatte con rafia o nastrini non impermeabili si potrà usare un mastice ad innesto senza solventi a base acquosa. ottimo il nostro INNESTISSIMO della Gobbi. Per alcuni innesti si può addirittura usare la carta gommata, per intenderci quella beige che si usa per chiudere i cartoni. Come principio, non accanirsi troppo con chiusure sofisticate e complesse, con uso sovrapposto di materiali diversi. NON USARE MAI PRODOTTI  SINTETICI  NON SPECIFICI PER GLI INNESTI.
 Non usare nemmeno prodotti a base oleosa o di cere e paraffine che con il sole si fondono: spesso sono la causa principale di mancati attecchimenti o di morte precoce dell'innesto : a) avvelenano la corteccia e quindi il cambio, ovvero il tessuto di rigenerazione e crescita che assicura la saldatura tra nesto e porta innesto; b) con la loro permeazione si interpongono tra i tessuti  a contatto e ne impediscono l'attecchimento ; spesso fanno anche morire del tutto la pianta innestata. 
Per ultimo : per le piante citate, se l'innesto è fatto al tempo opportuno e con le marze adatte, NON C'E' BISOGNO DI INCAPPUCCIARLE CON BUSTE DI CARTA
. Operazione necessaria solo per gli agrumi , nell'innesto a zufolo (detto anche a penna) che di esegue tra la fine di maggio e tutto giugno, e di cui avrò il piacere di parlar Vi in una prossima occasione. 
 BUON LAVORO A TUTTI VOI
 

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