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ISCHIA

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L'agronomo risponde

D) Buongiorno,abito in Friuli e possiedo un orto di circa 300 mq.il terreno e buono privo di sassi ,di colore marrone scuro ,ph neutro ma un po' compatto e tiene molto l'umidita ,vorrei cortesemente sapere se per migliorare l'areazione e opportuno aggiungere del lapillo vulcanico rosso o giallo , o in alternativa della sabbia fine di fiume.ringraziandovi per il tempo concesso porgo distinti saluti

R) Buongiorno sig. Luigino,

Il terreno del suo orto dalle caratteristiche che mi ha  sommariamente riportato, deve contenere una buona percentuale di argilla o di limo, o di entrambi. Quindi un terreno di buona fertilità intrinseca, ma fisicamente un tantino difficile da lavorare, specialmente quando è alla capacità idrica di campo o, peggio, quando è a livello di capacità idrica massima. I problemi si verificano anche quando il terreno diventa troppo secco per prolungata siccità. Quindi occorre lavorarlo quando è in tempera, ovvero al giusto grado di umidità, e con una struttura  integra. Per migliorarlo vanno bene entrambi i materiali da lei indicati: lapillo rosso (ma anche quello bianco delle Eolie), ma  a granulometria non troppo grossolana. Benissimo anche la sabbia di fiume, che io preferirei per l'alto livello di capacità smagrante. A questi materiali aggiungerei anche la sostanza organica, il letame maturo in particolare, ma anche il compost, o altre materie organiche ben umificate. Infatti la sostanza organica migliora sia i terreni troppo leggeri, che, all'opposto, quelli troppo pesanti come il suo. Faccia apporti  graduali dei materiali indicati in occasione delle lavorazioni stagionali, cercando di approfondire il rimescolamento (il più omogeneo possibile) nello strato arabile che lei pratica per le sue colture. Il miglioramento sensibile delle condizioni fisico-meccaniche del suolo le sarà segnalato da una più agevole lavorabilità del suolo e dalla risposta vegetativa e produttiva delle sue coltivazioni.
La saluto con ogni cordialità, sperando di esserle stato di una qualche utilità.

Francesco Mattera - agronomo- dall'isola d'Ischia (Napoli)




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D) Ogg: Consiglio su muffa

Gentilissimo Dott. Francesco Mattera,

volevo un consiglio sulla malattia della mia pianta, ha una strana muffa.
Volevo sapere come l'ha presa e come poterla curare.

Le allego le foto. Grazie infinite.
Monya Meneghini

R) Buonasera Monya,
la tua Phalenopsis  è infestata da cocciniglie. In particolare si tratta di un Planococcus,  tipo  cotonello che attacca gli agrumi (Planococcus citri ). Se è una pianta di recente introduzione in casa , è probabile che l'infestazione fosse già in essere sulla stessa e contratta nel vivaio del produttore. Tieni conto che la coltivazione delle orchidee avviene sempre in ambiente protetto(serre) dove i fattori ambientali sono esasperati ( temperature e tasso di umidità ambientale molto elevati ) che favoriscono la crescita delle piante, ma anche la proliferazione di insetti (come nel tuo caso) e agenti patogeni. Diversamente, se la pianta staziona in casa tua già da qualche anno, è probabile che le cocciniglie siano giunte per altra via, come ad esempio da altre piante, o anche dall'esterno, tramite le formiche ( formica argentina = Hiridomyrmex umilis,  coabitatori delle abitazioni) che normalmente vivono in simbiosi trofica con le cocciniglie.
Come risolvere ? Fai in questo modo , usa dei batuffoli di cotone imbevuti  blandamente con olio di oliva , ed asporta delicatamente gli insetti e la loro secrezione cerosa. Fallo nella maniera più accurata possibile. Pulisci ben bene anche la superficie esterna del vaso perché potrebbero esserci uova o neanidi piccolissime dell'insetto. Dopo qualche giorno osserva bene ,e  se necessario intervieni ancora sul forme recidivanti. Per non usare prodotti chimici, in aggiunta potresti fare una soluzione leggera di acqua e detersivo liquido per piatti : mezzo litro di acqua tiepida + mezzo cucchiaino  di detersivo. Usa una spruzzetta con la quale irrori la pianta già ripulita come sopra. Fai attenzione a non far cadere la soluzione nel vaso: ricoprilo in superficie con un panno asciutto. Aspetta qualche ora e poi spruzza di nuovo questa volta con sola acqua. Dovrebbe funzionare bene! se hai altre piante ancora non infestate, confina la pianta ammalata temporaneamente lontana da quelle, per evitare il passaggio delle cocciniglie anche su di loro.
Spero di averti fatto cosa gradita. Per cortesia mi puoi dire da dove scrivi? E se sei mai stata ad Ischia? In caso negativo, ti consiglio di venirci , magari in vacanza.
Saluti.
Dr Francesco Mattera

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D) Buongiorno. Ho una siepe fatta da 40 thuja smaragd da 11 anni. Da circa un anno alcuni rami hanno iniziato a sbiadire e poi seccare. FOTO Ho fatto per 3 mesi trattamento con fungicida aliette e su altre indicazioni insetticida per afidi ecc. Nessun risultato. 4 piante sono ormai da sostituire. Chiedo cortesemente un parere. Grazie
Davide Albergoni


R)
Buongiorno Davide,
Dalla visione delle foto posso azzardare che le tue thuie siano affette da marciume radicale fibroso dal basidiomicete "Armillariella mellea", o da altro fungo che responsabile della stessa sindrome, la Rosellinia necatrix. Per accertartene fai questa operazione: Vai al piede di una delle piante avvizzite, e scosta un poco di terreno dal colletto, per una profondità di circa 8-10 cm. , mettendo  a nudo la zona corticale. Con un coltello affilato, pialla la corteccia dall'alto verso il basso , o viceversa. Apprezza la consistenza dei tessuti, e se turgidi o meno. Se noti che la corteccia si stacca facilmente ed al suo interno è  necrotica e con un feltro bianco che all'olfatto richiama l'odore dei funghi, allora la diagnosi che ti ho prospettata  E' CONFERMATA.  Se fosse veramente così, vanno individuate le cause che hanno scatenato la sindrome. I funghi patogeni che ti ho citato sono ubiquitari e vivono da saprofiti facoltativi nel terreno. divengono patogeni in detreminate condizioni, tra cui comunemente : L'eccessiva compattezza del terreno e relativa asfissia radicale. Il ristagno prolungato di acqua nel periodo autunno-invernale. Lo stesso eventuale uso improprio di un impianto di irrigazione. La produzione di ferite all'apparato radicale, ecc.  Sono tutti fattori predisponenti l'insorgenza della malattia. Per quanto riguarda il suo decorso, questo può essere a macchia d'olio. Nel senso di propagarsi man mano  a tutta la siepe. L'uso di ALIETTE ( etilfosfito di alluminio) è valido nel caso di attacco di ficomiceti , nel caso specifico Phitoftora cactorum, pure agente di una sindrome decaditiva delle Thuie. Ma se il suo uso non ha dato esito, è molto probabile che non si tratta di ficomiceti, quanto dei funghi che ti ho citato. Per avere un qualche risultato, innanzi tutto bisogna rimuovere i fattori predisponenti, quindi evitare il ristagno di acqua, rimuovere eventuali impianti di irrigazione o usarli con parsimonia, arieggiare la zona radicale, facendo ad esempio dei fori paralleli alle due facce della siepe, con un paletto di ferro acuminato ( profondità variabile da 30 a 50 cm.). Sarà utile anche estirpare le piante infette cercando di intercettare quante più radici possibile. Lasciare poi le buche aperte all'azione atmosferica. Portare via il terreno di scavo. Per uso di agrofarmaci consiglio un prodotto a base di TIOFANATE METILE (Enovit metil ) dato sia alle piante per irrorazione ( dosi in etichetta) che al terreno (bagno radicale , alla dose di 2 ml (per il formulato liquido) per litro di acqua, con non meno di 6-8 litri a pianta. Tale trattamento può essere combinato anche a quello con ALIETTE per eventuale partecipazioen di entrami i funghi al decadimento. Se si vuole tenatre la via biologica si potrà usare un preparato a base di TRICODERMA VIRIDE o T. HARZIANUM , un fungo antagonista di Armillariella mellea ed altri funghi fitopatogeni. Il prodotto va dato esclusivamente per bagno radicale. Per maggiori informazioni potrà contattare  INTRACHEM ITALIA ,nella sezione BIO INTRACHEM , in modo da avere maggiori informazioni sul prodotto biologico del loro catalogo, e sulle modalità d'uso. Spero di avre dato un contributo per lòa soluzione del tuo problema.
Saluti dall'isola d'Ischia  (Na).
Dott. agr. Francesco Mattera     



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Buonasera Giacomo, andiamo per ordine : 1) Le mele sono state attaccate da larve di cydia pomonella, meglio conosciuta anche come carpocapsa pomonella. Si tratta di un lepidottero che depone le uova sulle mele quando queste sono discretamente sviluppate ma acerbe. Poi nascono le larvette che pian piano scavano nell'epidermide del frutto e si inoltrano nella polpa. Scavano gallerie e rovinano i frutti che di solito cadono precocemente al suolo. Oppure rimangono sull'albero e poi  simulano una maturazione anticipata, ma alla raccolta si rivelano immangiabili. Come difendersi: Nel periodo da frutto noce in avanti, irrorare la pianta con insetticidi, associando anche un antiticchiolante polivalente (anche efficace verso oidio o malbianco ). Ad esempio : RELDAN 22  a 3 ml /litro acqua + Thiocur forte a  2 ml/litro acqua. Oppure : DECIS EVO a  1 ml/litro acqua + FLINT a 1 ml /litro. O altri abbinamenti che può consigliarti il tuo rivenditore di fiducia facendogli leggere questa mail. Fai nel periodo sensibile, ovvero fino a completo sviluppo dei frutti, almeno 3 trattamenti a cadenza di 12 -14 giorni. Dovrebbero bastare.
2) Il limone è stato interessato dallo spacco fisiologico dell'epicarpo (buccia). Si tratta di una fisiopatia ( non malattia!) indotta da stress idrico : periodi con poca acqua e calore forte, seguiti da periodi con abbondanza acqua. La buccia si sclerotizza (diventa dura)  e quando la polpa tende a svilupparsi , non riesce ad assecondare la suas crescita perché poco elastica. E si produce la spaccatura. Per evitare il problema bisogna dare acqua con regolarità e senza eccessi, ma anche evitare la carenza alternata di acqua. Migliora la situazione dando regolarmente anche un concime contenente azoto in forma prontamente assimilabile. Ad esempio una volta ogni 12-15 giorni un idrosolubile tipo 20-20-20 + micro, dato alla dose di 3-4 grammi per litro di acqua, direttamente nel vaso di coltura. Tenere anche la zolla bella tonica e con terreno di tanto in tanto rimosso in superficie. Tieni il vaso in estate in posizione un poco riparata dal sole diretto. Fai attenzione che ho visto nella lesione del frutto , la presenza di cocciniglia bianca (Planococcus citri) . Se l'infestazione è in atto, tratta con olio bianco estivo ( 15 ml ) + RELDAN 22 ( 3 ml), per litro di acqua. Bagna abbondanmtem,ente il fogliame, i rami , la terra in superficie ed anche l'estreno del vaso, compresa la parte che tocca terra. Buon lavoro.
Dr Francoi Mattera- Ischia
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D: Alessia Virdi
Buongiorno, tre giorni fa, accidentalmente si è spezzata la parte superiore della mia BEAUCARNEA RECURVATA, quella da dove partono le foglie. Volevo sapere se si può rimediare e se la pianta germoglierà nuovamente. Devo trattare la ferita in qualche modo particolare? La pianta vive in terrazzo, viene innaffiata 1 volta ogni venti giorni e una volta ogni mese e qualche giorno d'inverno. La ringrazio infinitamente Alessia

R:
Buonasera Alessia, dunque la tua Beaucarnea, detta anche Nolina o mangiafumo, spezzatasi presumo per il vento o per una caduta accidentale, dovrebbe ricacciare al disotto del punto di rottura, nel giro di qualche mese dall'evento, e questo periodo è propizio. La parte che si è staccata, se provvista di un pezzetto di caule, potresti piantarla  a modo di talea, e se sei fortunata, darti una nuova pianta. se fai questo tentativo, sarà bene ridurre la lunghezza delle foglie accorciandole a circa la metà. così riducendo la traspirazione. Usa un terriccio molto permeabile all'acqua per non provocare marciume. e dagli acqua all'occorrenza per tenere il terriccio umido. Per la pianta madre, quella monca , la profilatura del punto di stacco con un attrezzo affilato e la successiva chiusura del taglio con mastice cicatrizzante, è cosa buona da fare. Vedi che all'atto del ricaccio possono uscire diversi germogli. Se sono più di due, diradali togliendo quelli più piccoli e mal posizionati, in modo da avere una pianta più bella. buona fortuna.
Dr Francesco Mattera -isola d'Ischia (Na).

PS : mi piacerebbe sapere da dove scrivete e se siete mai stati da Ischia. Grazie !

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D: da Andrea Tardivo
Buongiorno, vi scrivo in quanto ho un problema con il mio piccolo limone. E’ un piccolo limone di due anni, germogliato direttamente da un seme che ho piantato io direttamente in terra. Come può osservare dalle foto che allego, credo sia in buona salute a meno dei germogli: ci sono le nuove foglioline/gemme che non riescono a svilupparsi e o cadono o si “bruciano” diventando marroni. A cosa può essere dovuto? Terreno non abbastanza ricco? Troppa acqua o troppo sole? Lo tengo sul balcone che è esposto a Ovest e da dopo pranzo prende sole diretto o calore fino al tramonto. Grazie mille per il supporto! Buona giornata, Andrea

R:
Salve Andrea, nelle foto non si notano né segni né sintomi di malattie fungine e/o batteriche. Si vedono benissimo invece erosioni di insetti sulle lamine fogliari. Probabilmente prodotte da oziorrinco, un coleotterino scuro con abitudini crepuscolari che esce allo scoperto per mangiare foglie di tante piante, compresi gli agrumi. Penso che la caduta delle foglie sia un adattamento temporaneo alle mutate condizioni microclimatiche del sito di collocazione. le foglie sono ben verdi e non denunciano carenze di sorta. Per quanto riguarda l'acqua, sarà bene non avere sottovaso, oppure tenerlo con interposizione di spessori di almeno 2 cm. , tipo pezzetti di marmo o di laterizio, che evitano che il terreno diventi fradicio di acqua. questa la dai regolarmente, ma non tutti i giorni. Riduci i tempi quando fa più caldo, allunghi quando è più fresco. Una prova decisiva e semplice è quella dia accostare le nocche delle dita al terreno : se si percepisce una sensazione di umido, allora soprassiedi, se di secco e caldo, allora dai un piccolo volume di acqua, facendo attenzione a  darla a giro intorno al colletto. Per prevenire attacchi di malsecco e altre malattie, dai di tanto in tanto una spruzzatina di ossicloruro di rame. in caso di attacco di afidi o cocciniglie, idonei insetticidi che troverai dal tuo fornitore di fiducia. Per la concimazione consiglio gli idrosolubili bilanciati , tipo un 20-20-20 + micro, dati a cicli di tre turni a cadenza settimanale ( 4 grammi per litro di acqua), con una pausa di tre settimana tra un ciclo e quello successivo. interruzione a fine settembre e ripresa a fine inverno. Una ultima cosa: il tuo è un semenzale, e come tale porta caratteri ancestrali, come una eccessiva spinosità. Anche la messa a frutto, che ti auguro avvenga, sarà un pochino ritardata. Vale la pena comunque provare. Puoi dirmi da dove chiami e se sei mai stato ad Ischia da cui ti scrivo?
saluti cordiakli.
Dr F. Mattera

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Problema appassimento rapido pomodoro, melanzana e peperone ho tante altre foto se possono essere utili

R:
Le foto ora dicono molto di più: non noto sintomi di peronospora, nè quelli tipici della virosi denominata Bronzatura del pomodoro, trasmessa per lo più da punture del tripide FRANKINIELLA occidentalis. Non ci sono nemmeno evidenze di CMV, altra virosi detta Virus del Mosaico del Cetriolo. Significativa invece la possibilità che possa trattarsi o di una fusariosi vascolare(fusarium oxisporum f.s. lycopersici) o, di avvizzimento batterico da pseudomonas solanacarum, una batteriosi parenchimatica molto dannosa al pomodoro, trasmissibile per seme,  come da tua ricerca su internet. La prova decisiva, tra gli altri sintomi, è una traccia scura a forma di ferro di cavallo, che si può evidenziare con una sezione del fusto della pianta sofferente. Le concimazioni azotate spinte possono indurre una suscettibilità maggiore alla malattia. Se usi semi fatti da te stesso, la cosa migliore è far fermentare per almeno dieci giorni la poltiglia di polpa e semi, prima di separare i semi e farli asciugare all'aria. oppure immergere i semi in una soluzione acquosa di acido cloridrico al 5%  ( 5 ml in 100 ml di acqua ) per non più di due ore, seguita da lavaggio in acqua corrente e successiva asciugatura all'aria. Spero ti sia stato di qualche utilità.
Saluti cordiali
dr F. Mattera - Ischia


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D:
Buongiorno, vorrei sapere cosa succede alla pianta di ulivo se si da il boro in fase di fioritura.
grazie
Marco

R:
Salve, succede che se la pianta soffre di carenza di boro, questa si risolve e con essa i relativi problemi fisiologici. Gli olivi in boro carenza allegano poco e male. Quindi poche olive e fenomeno della microcarpia, ovvero drupe nane, tipo pallini da cartuccia. altri fenomeni correlati sono le contorsioni fogliari, l'accecamento delle gemme apicali, ecc. Per i casi conclamati di boro carenza si interviene con prodotti fogliari a base di boro nelle fasi di pre-fioritura ( bocci presenti, ma chiusi), piena fioritura, e poi in ultimo al termine della fioritura. Se le piante anche con questi trattamenti non producono, anche in presenza di abbondanza di fiori, vuol dire che trattasi di varietà autosterile che ha bisogno di un adatto impollinatore ( altra varietà di olivo che impollina l'autosterile dando luogo all'impollinazione incrociata.
Nel salutarti, Marco, ti chiederei di indicarmi il paese da cui scrivi e se hai mai visitato la nostra isola, Ischia, da cui ti rispondo.
Dott. Francesco Mattera

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D:
ciao Franco mi puoi dire che tipo di malattia ha questo nespolo?
Grazie e a presto
Antonio


R:
Buonasera Antonio, il tuo nespolo è affetto da ticchiolatura, una malattia fungina che può attaccare la pianta già dalla fse di pre-fioritura, poi continuare all'allegagione dei frutticini , fino al completo accrescimento degli stessi. I frutti attaccati divengono neri e duri. Non completano lo sviluppo e sono immangiabili. La malattia si previene con trattamenti da iniziare alla comparsa delle pannocchie fiorali (primo trattamento), continuando alla caduta dei petali e poi successivamente ogni 15 giorni circa fino al completo accrescimento. Validi sino i trattamenti con DODINA ( Sylllit e simili ) alla dose di  30 ml. per ogni 10 litri d 'acqua. Questo trattamento può essere alternato a trattamenti con Poltiglia Bordolese commerciale alla dose di 150 grammi per ogni 10 litri d'acqua. sulle piante con frutti infetti occorrerà eseguire un'accorta eliminazione dei frutti ammalati che vanno raccolti e allontanati dalla pianta, magari messi al fuoco , ciò per ridurre il potenziale di inoculo del fungo parassita ( Venturia spp.).
Saluti.
Franco Mattera

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D: Buongiorno , Vorrei sapere se e' possibile mettere all'interno di una stanza di casa delle piccole vigne in fioriere larghe 40 cm e lunghe 210 cm
Grazie
Vittorio Guerini

R:
Buongiorno Vittorio,

Si può fare a patto che i vasi, specialmente nel periodo vegetativo, quindi da aprile in avanti  e fino a metà ottobre almeno, siano illuminati artificialmente  ( durante il giorno) con lampade che producono una luce molto simile  a quella solare. In commercio esistono lampade specifiche usate nelle serre per fiori o per ortaggi. I produttori sono Philips ed altri. dovresti informarti preso un garden center specializzato o una illuminotecnica. Per quanto riguarda le viti, puoi acquistarle da HORTOFLORA by SEAC , ordinandole adesso. Ti verranno spedite tramite corriere espresso. contatti : 081 98 4777 - mail : hortoflorabyseac@libero.it. Sig. Giardino Francesco.
Per quanto riguarda i terreno, conviene un mix di buon terreno agrario al 70% con aggiunta di un 30% di terriccio universale. Drenaggio sul fondo del cassone con argilla espansa (spessore di 8-10cm) coperto con telo di tessuto non tessuto prima e rete ombreggiante  poi.Quindi riempimento con il mix di terreno detto e piantamento delle barbatelle ( non più di due a cassone). Concimazione : Liquida per fertirrigazione a partire dall'inizio del germogliamento con un 20-20-20 + microelementi alla dose di 4 grammi per litro di acqua, a cadenza settimanale . Anche questo prodotto è acquistabile per corrispondenza da Hortoflora.
Spero di averti dato sufficienti informazioni utili. Buon lavoro.
Dott. agr. Francesco Mattera.


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D: Ho una casetta e un giardino che curo io, e come vede non sono un esperto in quanto il liquidambar mi è stato impiantato dicendomi che è un acero. In effetti vedendo le foto  su internet è quanto da lei indicato: un L. stiriciflua. La pianta ha già una quindicina di anni

R:  Innanzitutto se di Liquidambar si tratta, non è un acero. Ma un L. stiraciflua .
Le foglie che ingialliscono e poi disseccano sui margini  possono essere sintomatiche di una problema nutrizionale. pH anomalo del terreno (ad esempio troppo alcalino), ricchezza in calcare attivo e scarso assorbimento del ferro, quindi clorosi ferrica  o ferro magnesiaca. La cosa può essere accentuata da un eccessiva costipazione del terreno con scarsa ossigenazione a livello di rizosfera (terreno. spazio radicale).
Prova:  
a) arieggiare il terreno circostante il colletto (raggio minimo 60-70 cm) con un paletto di ferro acuminato. profondità: circa 40 cm in assenza di ostacoli (pietre, servizi interrati, ecc);
b) somministra un chelato di ferro , tipo Kelater radicale, Sequestrene, ecc. in dosi opportune (etichetta vedi) e sciolto in acqua, a cui aggiungi anche un fertlizzante idrosolubile contenennte anche magnesio. ripeti altre due volte a cadenza di 13-15 gg. Se quella è la causa, dovresti  veder rinverdire rapidamente il tuo lLquidambar.
Se ciò non succede è possibile .
1) un marciume radicale ,
2) un'attacco di insetti , tipo afidi o altri emitteri ( aleirodidi, cicaline, ecc.) che suggono linfa e tarmnettono agenti patogeni tipo virus, fitoplasmi, ecc.
Saluti da Ischia. Fammi sapere da dove scrivi e cosa fai nella vita.
Dott. agr. Francesco Mattera


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D: la domanda era che cosa è quel parassita nelle foto allegate, una cocciniglia? di che tipo? Cosa si può fare per debellarla? Nella foto è su un piccolo mandorlo, ma ha attaccato anche olivi, viti, cipressi, siepi e persino si attacca su legno inerte e ferro. I frutti saranno attaccati? C'è il rischio che le piante secchino? Ho provato a toglierla a mano, ma la consistenza quando è secca è tipo quella del gesso non è facile toglierla.

grazie tante

Filippo

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R: Salve Filippo,
Dalle immagini posso dirti che si tratta di una vera cocciniglia ( fam. Coccidae) , ma non sono riuscito ad identificare esattamente la specie. Il fatto che la ritrovi anche su supporti inerti, tipo ferro, legno morto, ecc., è legato alla circostanza che nel caso di pullulazione, le femmine pre-ovigere si attaccano a tutto per mancanza di spazio disponibile sulla pianta ospite. Ciò è dovuto anche ai minimi spostamenti attivi di queste cocciniglie. Le piante molto attaccate possono morire per sottrazione di linfa e per sviluppo di fumaggini sulle melate escrete da queste cocciniglie. Per la lotta puoi  fare trattamenti con olio minerale bianco (150- 200 ml /10 litri) attivato con un estere fosforico ( Clorpirifos metile (Reldan 22) a 30 ml /10 litri acqua) con bagnature abbondanti e trattamenti ripetuti almeno 2-3 volte a cadenza di 13-15 gg.  Molto utili anche i trattamenti con BUPROFEZIN ( Applaud) , a dosi di etichetta, anche in associazione al trattamento indicato precedentemente. questa molecola è molto attiva sulle neanidi ( giovani cocciniglie) e sulle femmine sulle quali provoca sterilità delle uova. Consiglio tuttavia , prima di fare un trattamento, di raccogliere un poco di rami infestati e di riporli lontano per dare modo soprattutto ai predatori ( coleotteri coccinellidi aspecifici, come Rodolia cardinalis, Criptolemus montrouzieri, ecc) di potersi nutrire di esse e svolgere la loro azione positiva  nell'ambiente. La rimozione meccanica degli scudetti si può fare usando un pezzo di sacco , ma non tanto da lacerare i tessuti della pianta. Per aiutarti puoi far precedere la spazzolatura da un bagno con una soluzione saponata ( sapone di marsiglia in acqua a media concentrazione : un cucchiaio in un litro di acqua).
E' pure importante la prevenzione, quindi controllare spesso le piante ed intervenire ai primi accenni di infestazione con i trattamenti indicati.
Spero di esserti stato utile. Mi farebbe piacere sapere da quale paese mi hai chiamato.
Saluti.
dott. Francesco Mattera (Ischia ).





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I trattamenti del momento : non solo vigneto !

Cari amici, vi propongo una sintetica carrellata dei trattamenti e delle operazioni colturali da fare in questo momento:

1) VIGNETO, terminata la potatura e la legatura delle viti bisogna subito affrontare la delicata fase della difesa fitosanitaria. Con le bizze del clima occorre affrontare decisamente le malattie del legno e non solo: escoriosi, mal dell'esca, eutipiosi , oidio da micelio svernante. Fate due trattamenti alle fasi di:

a) gemma gonfia ( o cotonosa) : quando la maggior parte delle viti sta in questa condizione, e quindi anche se alcune viti sono più indietro ed altre più avanti;

b) Germoglio corto 1-2 cm. con tre piccole foglie già aperte .

Stesso trattamento , bagnando bene le viti da capo  a piedi. Ecco cosa userete :

 SYLLIT  300 ml + TEBUZOL S 300grammi + POLTIGLIA disperss 1 Kg./ tutto in 100 litri d'acqua.
Sono tutti prodotti che non richiedono patentino per l'acquisto !  
                 
2)  PATATE: se sono già emerse  dal suolo , con le piogge attuali, occorre difenderle subito dalla peronospora. Trattatele con  CUPROFIX C alla dose di 400 grammi x 100 litri ; Se non lo avete già fatto concimatele in copertura con solfato ammonico e poi rincalzatele per bene. ma la priorità e per il trattamento, perchè se arriva la peronospora distrugge tutto. Riservate lo stesso trattamento ai semenzai di pomodoro,melanzana e peperoni, specialmente se protetti da teli di plastica o lastre di vetro. la condensa è micidiale nell'innescare la peronospora.  

3) AGLIO e CIPOLLA: Occorre trattarle per peronospora (soprattutto la cipolla ), e altre malattie fungine fogliari (botrite, ruggine, fusariosi, ecc) oltre ai marciumi radicali. per le quali consiglio:
SYLLIT a 30 ml + MICRORAM  70 ml + Bagnante adesivante 5 ml , per ogni 10 litri d'acqua.
Da ripetere poi dopo 10-12 giorni.

4) OLIVO: in pre-fioritura lo difendiamo da occhio di pavone, attacchi di fiorali di tignola e carenze micronutrizionali, boro specialmente che riduce la fertilità del polline ed è causa di infertilità e cali di produzione:        
    MICRORAM  500 ml + RELDAN 120 ml + FOLTERMICRO 300 ml , per 100 litri d'acqua.
Questo è anche il momento degli innesti di olivo. Si esegue a zufolo ( noi diciamo anche a penna ), ovvero con marze di almeno un anno, del calibro di almeno 6-7 mm. , affilate solo su un lato e inserite nella corteccia del soggetto preventivamente capitozzato, praticando laterlmente un taglio verticale di almeno 2 cm. Dopo l'inserzione della marza, va effettuata una legatura con rafia o con nastrino di innesto. Il tutto chiuso con mastice da innesto . Non vi è necessità di coprire con sacchetto di carta.

5) Piante da frutto drupacee (pesco, albicocco, pruno, susino, mandorlo) : al ritorno del bel tempo bisognerà trattarle per evitare la moniliosi fiorale causa di cascola e seccumi a bandiera dei germogli.
Trattatele con :   SIMITAR  a 100 ml  e se i frutti sono già scamiciati, aggiungete 50 ml di IMIDACHEM .  Al posto di SIMITAR potete impiegare anche TEBUZOL S alla dose di 300 ml/hl.

6) MELO: alla fase di orecchiette di topo e/o mazzetti fiorali affioranti trattatele contro ticchiolatura ed oidio , e prevenite attacchi di insetti  (afidi, tripidi, uova di acari, ecc) :   
          OLEOTER  1 litro + MICRORAM  600 ml + IMIDACHEM 50 ml , per 100 litri d'acqua.

7) PERO: se ancora abbastanza chiusi, trattateli come il MELO. Se già in pre-fioritura o con qualche fiore già aperto, trattateli con SIMITAR  a 100 ml /hl.
Per le varieta che fecondano poco i fiori e producono poco, in piena fioritura trattatele con acido giberellico in pasticche. Il prodotto si chiama FITOTAB e con una pasticca si fanno 100 litri d'acqua. Spruzzato sui fiori stimola la crescita dell'ovario senza bisogno di fecondazione da parte del polline, permettendo un raccolto abbondante .

8) ROSE: potate o meno che siano, trattatele subito per prevenire attacchi di batteriosi e seccumi parassitari del legno. Insidiose sono anche le cocciniglie del tipo pernicioso, che ricoprono ( spesso non notate) il legno vecchio e causano il disseccamento dei fusti. Ispezionate le vostre piante e se le notate, trattate così:  OLEOTER  150ml + MICRORAM  100 ml + RELDAN 30 ml, per 10 litri d'acqua. Operando in giardino, non trattate in presenza di cani, gatti e soprattutto bambini.

9) PRATI ORNAMENTALI: per quelli già costituiti  fate una rasatura bassa, estirpate a mano le malerbe a foglia larga o trattatele localmente con EVADE ( 25 ml in 10 litri d'acqua).  Arieggiatelo con forature con idonei attrezzi, specialmente nelle zone più battute e compatte, concimatelo con concimi ternari specifici per prati. La dose media è di 40-50 gr/mq. utile è anche il terricciamento : si prepara un terricciato costituito da torba bionda setacciata, sabbia silicea, concime ternario come sopra e concime organico pellettato. Mischiato il tutto in proporzioni adatte (ve le dirà l'addetto di HORTOFLORA all'atto dell'acquisto) si distribuisce in maiera omogenea sul prato preventivamente rasato , verticutizzato e arieggiato. Si passa poi a scopa metallica con movimenti circolari a scopo di omogeneizzazione. Infine si bagna con acqua in misura adeguata.
Per quelli da fare o rifare, questo è il momento dell'anno più propizio, specialmente per quelli seminati, ma anche per quelli fatti con rotoli pre-costituiti. Per il seme da HORTOFLORA trovate una vasta gamma di specie e miscugli per le situazioni più disparate (pieno sole, mexzzombra, ombra piena, calpestabili, per uso sportivo, per rigenerazione, ecc.) , oltre alle migliori indicazioni per il fai da te.

Per il momento penso basti per i trattamenti, ma posso dirvi ancora qualcosa per :

TUTTE LE PIANTE DA FRUTTO: potete ancora piantarle! Al momento nel nostro vivaio sono tutte in splendida fioritura , sane perchè ben curate , e con una promessa sicura di facile attecchimento e produzione di frutta già da quest'anno . Approfittatene !! E' il momeno buono per regalarvi e regalare alla vostra famiglia una cosa bella e vivente !  

NOVITA' DALLA FIERAGRICOLA DI VERONA: Le piante delle bacche di GOJI , la pianta del momento! Le sue meravigliose bacche rosse sono un vero portento per la nostra salute. Antiossidanti, vitamine e sali minerali in quantità non riscontarbili in nessun altro frutto! Chiedete in erboristeria quanto costano: Un occhio della testa! Prenotate da noi le piante: vivono bene nella nostra terra e producono senza problemi !

Alla prossima ....e buona coltivazione a tutti !

Franco Mattera
 

////////////////////////////////////////////////////////////////\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\parD - Buonasera, mi diletto a coltivare nel piccolo orto prodotti per uso familiare, volevo sapare se posso , in fase i rimescolatura del terreno, aggiungere i trucioli di lavorazione del legno non trattato cioè vergine che utilizzo per qualche lavoretto da hobby.
TOMMASO IASEVOLI

R - Buongiorno Tommaso, lo puoi fare senzaltro se si tratta di modesti quantitativi. Trattandosi di parte legnose la microflora (batterica e fungina del suolo) impiega un tempo piuttosto considerevole per attaccare i composti ligno- cellulosici di cui in prevalenza sono costituiti e traformarli poi in sostanze umiche prima e minerali poi, utilizzabili dalle piante. Se hai una compostiera nella quale depositi l'umido domestico e gli scarti del tuo piccolo orto, sarebbe più consigliabile alternare a strati i tuoi trucioli in essa. Otterresti due risultati: un compostaggio più veloce dei trucioli, il tamponamento di materiali troppo ricchi di acqua con assorbimento da parte dei trucioli stessi di sostanze maleodoranti, untuose, ecc.  
Useresti poi il compost prodotto , periodicamente, per la concimazione del tuo orto familiare.
Buon lavoro e saluti cordiali.
Dott. agr. Francesco Mattera -Ischia.
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D -
Salve Franco,
Ti volevo chiedere qual' è il periodo migliore per potare i nespoli e se lo posso fare in questo periodo considerando che sono pieni di piccoli frutti che sto
trattando come ci consigli.
Saluti
Michele Trani

R -
Buonasera Michele,
rispondo volentieri alla tua domanda, che poi inoltrerò anche agli altri amici delle due mailing list che ho messo insieme fino ad oggi ( fra poco sarete più di cento!). Dunque, il periodo canonico e più propizio per eseguire la potatura dei nespoli è quello che coincide con la fine della raccolta. Infatti subito dopo le piante tornano a vegetare e quindi c'è la possibilità che le ferite di potatura vengano rimarginate.  In quel periodo è anche possibile fare gli innesti su piante nate da seme e di cui non si conosce la bontà dal punto di vista qualitativo. Tuttavia se il tuo problema è l'eccessivo carico di frutti, che poi verrebbero troppo piccoli, puoi , con un poco di pazienza, fare un diradamento dei medesimi. E quello lo dovresti fare al più presto possibile. Ottime solo le forbici con punta dritta, come per esempio quelle che usano i barbieri. Se ti va di farlo usa questo criterio: sullo stesso grappolo di frutti elimina quello apicale, e poi a salire , sui due lati , uno si e uno no alternativamente. se ci sono grappoli ravvicinati, ugualmente ne potrai eliminare qualcuno nella sua interezza. Se poi vuoi dei frutti più colorati e zuccherini, all'inizio dell'invaiatura ( colorazione dei frutti) irrorali con un concime fogliare ricco di potassio e vitamine, tipo il nostro SUGAR EXPRESS, alla dose di 300 -400 grammi per ogni 100 litri d'acqua ( 30-40 gammi x 10 litri) . Lo farai due volte a distanza di 10 giorni ed avrai frutti bellisssimi e più dolci.
BUON LAVORO e... BUON RACCOLTO , ma sta attento a passeri, fringuelli e allodole ( in dialetto  fucetul(e) )  che sono ghiottismi di nespole.
Franco Mattera.

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Buonasera Giacomo,
dunque le piante che hai acquistato sono zollate con un terreno molto argilloso e pesante, e non già torboso che è poi l'inverso, ovvero leggero e poco consistente. Ma veniamo alle indicazioni :
1°) Le piante in vaso si possono mettere a dimora in ogni stagione. Tuttavia trattandosi di agrumi, per quelle da posizionare in piena terra, se il posto prescelto è molto esposto ai venti, specialmente a quelli freddi, converrà lasciarli nel loro contenitore attuale fino alla fine dell'inverno. Quindi  si aspetterà l'esordio della primavera , ovvero la fine di marzo. Per quelle invece da mettere in vaso, si potrà procedere anche subito a patto poi di tenerle al riparo dai venti freddi.

2)  Modalità operativa per le piante da mettere in piena terra : a) scegliere un posto adatto, distanzaiandosi opportunamente da altre piante; b) scavare una buca che sia almeno di dimensioni doppie rispetto alla zolla sia come larghezza che come profondità;  e fare in modo che il fondo sia ben piano e con angoli netti; c) Se il terreno trattiene tropo l'acqua, ad esempio perchè argilloso o limoso, disporre sul fondo della buca uno strato di ciottoli di  almeno 15-20 cm. a scopo di drenaggio. Usare ciottoli di dimensioni prima più grandi (sul fondo)  e poi più piccoli.  d) Coprire i ciottoli con un primo strato di terra di circa 5 cm. ; e) mettere nella buca 150 grammi circa di un buon concime ternario con azoto a lenta cessione (tipo NITROPHOSKA GOLD) e ricoprire poi con altra terra per altri 6-7 cm. f) estrarre la pianta dal vaso o dalla fitocella da vivaio, scarificare le superfici della zolla delicatamente con uno stecco o con la punta della forbice da pota.  g) adagiare la zolla nella buca in modo che la sua faccia superiore sia posizionata a non più di 10 cm. dal piano di campagna. In ciò aiutarsi mettendo atra terra nella buca , per quanto occorre.
h) rinterrare ai lati della zolla usando la stessa terra prodotta con lo scavo della buca, ma addizzionato con un 30% circa di terriccio universale , altri  150  grammi circa dello stesso concime già usato in precedenza , e 300 grammi circa di pollina commerciale, il tutto accuratamente miscelato . Con un paletto di legno costipare il miscuglio intorno alla zolla  e se necessario metterne altro fino la completamento del rinterro.
i) Dare un poco di acqua per agevolare la stabilizaione del terreno.
Le cure colturali successive saranno quelle canoniche, ovvero scerbature, innaffiature , trattamenti antiparassitari, ecc.

3) MODALITA' OPERATIVA per le piante da mettere in vaso :  a) Scegliere una vaso di dimensioni adeguate ( almeno il doppio delle dimensioni della zolla, ma non troppo oltre).
b) bucarlo di quel tanto che consente all'acqua di uscire senza intasare la terra;  c) Mettere uno strato drenante di pomici (meglio!) o di argilla espansa di almeno  otto cm. ; d) coprire il drenaggio con un telo di tessuto non tessuto prima e con pezzo di rete ombreggiante poi; e) rinterro : usare un miscuglio fatto con il 30 % di buon terreno di giardino ( nadare un poco in profondità!) ; 20 % di sabbia (non di mare !) ; 50 % di terriccio universale; con aggiunta di una modica quantità di nitrophoska gold ( non più di 120-150 grammi per piante e vasi di dimensioni medie) e altrettanto di concime organico tipo Guano o pollina essicata). Per il posizionamento della pianta nel vaso vale lo stesso criterio indicato per le piante in piena terra, ovvero la superficie superiore della zolla deve stare a non più di 8-10cm. dal bordo del vaso. Anche quì va fatta una costipazione laterale , ma non eccessiva e senza danneggiare il drenaggio. Regolare l'altezza mettendo sopra al drenaggio un primo strato di miscuglio e prendendo la misura con tentativi succcessivi. Alla fine dare acqua q.b. ,e verificare subito l'efficacia del drenaggio. Non mettere mai sottovasi, specialmente nel periodo autunno-invernale. nel periodo estivo invece, un sottovaso con dei listelli distanziatori (vanno bene vecchie mollette dei panni) , può costituire una utile riserva di acqua per i giorni piu caldi.
Spero di essere stato esauriente. Buon lavoro, saluti...  
Dott. agr. Francesco Mattera

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